ARCHIVIO PROGETTI FINANZIATI:

1. ASSOCIAZIONE LUCREZIA MARINELLI
www.lucreziamarinelli.org

- totali 3.460 € elargiti a fondo perduto per l'acquisto del materiale indispensabile alla proiezione di film e alla realizzazione di DVD.

 

COS’E’ L’ASSOCIAZIONE LUCREZIA MARINELLI

 “Lucrezia  Marinelli e' nata a Sesto S. Giovanni (periferia nord di Milano) nel 1989 come realizzazione del  desiderio di dieci  donne di voler comprendere meglio  l’agire del  simbolico, in particolare quello femminile. La passione per il cinema da parte di Nilde Vinci, fondatrice della Associazione, ha condotto tutte le altre all’idea di analizzare le immagini filmiche prodotte dalle Registe. Volevamo scoprirvi come e quanto il nuovo di questi ultimi anni vi avesse inciso. Questo interesse ci ha permesso di  proporre  anche alle altre  donne e agli  uomini il nostro  lavoro, che nel  corso di questi anni si e' accresciuto incredibilmente.”

 

COSA FA L’ASSOCIAZIONE LUCREZIA MARINELLI

“Facciamo politica, usando come strumento il cinema realizzato dalle registe. Abbiamo realizzato un Centro di Documentazione sul Cinema delle Registe con videoteca e   archivio di schede biofilmografiche aggiornate costantemente. Organizziamo Rassegne cinematografiche a Sesto San Giovanni in collaborazione con il Comune  sestese, e offriamo consulenza ai gruppi che organizzano queste manifestazioni. Facciamo interventi di consulenza cinematografica per sindacati, centri sociali, biblioteche.   Stampiamo L’Occhio delle Donne - Repertorio Film in Videocassetta, continuamente aggiornato, che pubblicizza la nostra videoteca. Abbiamo pubblicato L’Occhio delle Donne - Dizionario Biofilmografico delle Registe di tutto il mondo dal 1896 ad oggi”.


                                                                                            
 

 

2. ASSOCIAZIONE PER CONTRADE

Contrada Zecca 284 Monopoli, Bari (Italia)

- totali 15.000 € elargiti a fondo perduto per realizzare il riscaldamento nella Masseria Santanna.

 

COS’E’ L'ASSOCIAZIONE PER CONTRADE

 “E’  un’associazione di nove donne e si prefigge di promuovere e incentivare la cultura e la sensibilità sociale nel settore della valorizzazione dell’identità del territorio rurale pugliese e di tutte le risorse endogene ad esso appartenenti; sostenere e valorizzare la cultura delle donne in tutte le sue forme; diffondere e sviluppare il concetto di turismo responsabile e sostenibile; proporsi come luogo d’incontro e aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, rispettando e sostenendo le diversità.

 

                        

 

 

COSA FA L’ASSOCIAZIONE PER CONTRADE

L'associazione ha scelto la  Masseria Santanna come luogo in cui svolgere le proprie attività associative. Sono in corso diverse collaborazioni con Associazioni e cooperative sociali che si occupano di tutela e salvaguardia del territorio rurale e delle tradizioni contadine pugliesi, e con l’Associazione Desiderandae, con cui esiste una collaborazione privilegiata. La Masseria Santanna è una struttura architettonica rurale protetta, risalente al 1857. Sorge tra le splendide colline della Valle d’Itria, circondata da uliveti e pascoli, a pochi chilometri dal bellissimo mare della costa pugliese. Ha una superficie di 500 mq divisa su due piani ed ha 7 stanze, 7 bagni, un’ampia cucina e due saloni; è circondata da un ettaro di giardini, viali e corti. In questa bellissima struttura l’Associazione Per Contrade offre sistemazioni in camere con bagno doppie o triple con pernottamento e prima colazione. E’ possibile portare, previo accordo, animali domestici.

( per informazioni e prenotazioni: tel. 3331470129 - e-mail:: masseriasantanna@libero.it )

 

 

                                                                      

 

 

 

3. CIRCOLO DELLE DONNE RICICIP  
 - totale  25.000 € donati a fondo perso per ricostruire lo spazio dell'associazione
 - totale 15.000 €   finanziati  con  un  prestito della  durata  di cinque anni   senza  interessi,   per ristrutturare il locale e per restaurare la pratica politica e sociale del circolo. 

 

 

COS'E' IL  CIRCOLO CULTURALE E POLITICO DELLE DONNE
"Il Circolo delle donne Ricicip è un’istituzione storica del movimento delle donne – a Milano, in Italia, e nel mondo. Fondato agli inizi degli anni ’80 da Giorgia Reiser, Daniela Pellegrini e  Nadia Riva col nome di Cicip & Ciciap, è  stato poi gestito per vent’anni da Nadia e Daniela come  un circolo di donne per le  donne, in cui si poteva incontrarsi, chiacchierare, ragionare, bere e mangiare, assistere a spettacoli, organizzare feste e dibattiti. Dopo un periodo segnato da una sorta di offuscamento, un certo opacizzarsi della luminosità - fin quasi a  patire  il  rischio  della chiusura - nel 2004  è  stato del tutto  ristrutturato e riaperto con una  gestione collettiva di nove donne che con le due fondatrici hanno ridato slancio al progetto iniziale".

 

                                                 
 

Riaperto con una grande festa nel  novembre 2004, il  Ricicip ha più di cinquecento socie ed è tornato ad essere un punto di riferimento decisivo per migliaia di donne.

 

                        


COSA FA IL CIRCOLO CULTURALE E POLITICO DELLE DONNE:               
"Il  Ricicip - oltre a funzionare come bar e ristorante per le socie - organizza  incontri, mostre di pittura e di fotografia, dibattiti, gruppi di riflessione, spettacoli, proiezioni di film, concerti dal vivo.  Il programma delle attività è definito per periodi di due mesi nei quali si articola un tema specifico. Il Ricicip accoglie con entusiasmo desideri e proposte delle socie e spazia in ambiti quasi illimitati.  Fra i temi fino ad ora trattati La Memoria, L’Ironia, La Seduzione, Il Meticciato, I Tradimenti e La Fiducia.

 

Oggi Il Circolo delle Donne Ricicip è una Associazione di donne diverse per  età, esperienze e pratiche politiche, storie personali, posizione sociale, vita  sentimentale.   In comune non abbiamo alcuna formidabile sicurezza. Molte di noi sono convinte per esempio che l’emancipazione femminile - intesa come  imitazione di valori e modelli  maschili - arrechi alle donne danni e guasti più che sciogliere  impedimenti ed  inciampi.  Molte sono convinte che il separatismo politico sia cruciale per dare forza a ciascuna e favorire la ricerca della libertà di tutte.  E che la pratica delle relazioni produca esiti  importanti,  positivi e forse anche anche rivoluzionari.  Alcune di noi non ne sono invece del tutto  persuase  e ritengono che attraverso l’azione ed il pensiero femminile, indipendentemente  dalle pratiche, passi ogni innovazione. Manteniamo aperte queste ed altre contraddizioni, in una pratica di relazione che vogliamo rafforzare.”

 

4. CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE                       www.cadmi.org

totali 50.000 € in due anni, elargiti a fondo perduto per finanziare il progetto Uscire dal Deserto.

 

COS’E’ L’ASSOCIAZIONE CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE

Nata nel 1986 dall'esperienza politica dell'U.D.I. (Unione Donne Italiane) di Milano, l'associazione CADM, associazione di volontariato – onlus, ha scopi esclusivamente solidaristici. Le sue azioni sono finalizzate a riconoscere valore al genere femminile, affermare la libertà e l'inviolabilità del corpo femminile, valorizzare le diversità di culture e di etnie come risorsa fondamentale per uscire dalla violenza, salvaguardare i diritti messi in discussione dalla violenza, rispondere ai bisogni delle donne che hanno subito  maltrattamenti e/o violenze in famiglia e nel sociale.

"Ritrovare valore ed autostima nella relazione con un’altra donna che diventa punto di riferimento e sostegno per uscire dalla violenza: è questo il nostro modo di articolare la pratica della differenza sessuale nel lavoro di aiuto alle donne in disagio. In ogni momento di ascolto, definizione di progetti, ospitalità, la relazione è il fondamento per le decisioni e le scelte. La metodologia sviluppata e diffusa da CADM in tutta Italia e tramite progetti europei mette la donna che subisce violenza al centro della sua storia e delle decisioni per allontanarsi dalla violenza, elabora una forma di consulenza che è fatta di sostegno e valorizzazione ed utilizza molti strumenti. In relazione con moltissime volontarie che hanno vissuto la nascita e lo sviluppo del progetto della CADM, le donne maltrattate ci parlano e ci indicano i tempi più importanti della nostra ricerca: uscire dalla dipendenza, misurarsi con le responsabilità, con la propria storia e con quella degli uomini che fanno violenza, riconoscere i danni subiti e trasformare la sofferenza in esperienza. Ritrovare le reti familiari positive, sostenere e comprendere la sofferenza dei propri figli. La Casa delle Donne Maltrattate continua la propria strada alla ricerca di modi nuovi e veri per aiutare le donne e per attuare la pratica della relazione fra donne: motore e stimolo di ogni evento formativo, di ricerca, di divulgazione e promozione di nuove metodologie."

 

COSA FA L’ASSOCIAZIONE CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE

La CADM "gestisce servizi di consulenza legale e psicologica, ospitalità ed accoglienza, orientamento al lavoro e sostegno pedagogico e psicomotorio alle donne che abbiano subito o subiscano violenze e maltrattamenti. Offre ospitalità nelle proprie strutture alle donne e ai loro figli quando necessario, garantendo riservatezza, anonimato e segretezza alle donne che si rivolgono all'Associazione.

Uscire dal deserto è  un progetto pilota, unico nel suo genere in Italia, dedicato a giovani donne con problemi di abuso sessuale all'interno della famiglia. "Uscire dal deserto" perché queste donne vivono i loro problemi in una sorta di terra di nessuno, fuori dalla tutela del Tribunale per i minori e prive di riferimenti alternativi."

 

5. CID, ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE CENTROIDEADONNA

- totali 8.000 € per realizzare il progetto DONNE DI VENEZIA – Guida ai luoghi della vita e delle opere.

 

COS’E’ L’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE CENTROIDEADONNA DI VENEZIA L’associazione CiD CentroIdeaDonna è un’associazione culturale senza fini di lucro, attiva dal 1979, strutturata in gruppi di lavoro.

 

COSA FA L’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE CENTROIDEADONNA DI VENEZIA:

L’associazione CiD organizza corsi, seminari, mostre articolati secondo i seguenti gruppi di lavoro:
• Arte cultura vita & società - CameraD Academia fotografica

• Cooperazione allo Sviluppo sostenibile, con le donne in zone di guerra – Progetto Aurora Diembering Casamance – Senegal

• Diritti delle donne - Coordinamento donne immigrate

• Azioni di pace - Coordinamento Facciamo la pace

• Bioarchitettura e habitat ecocompatibile - Archidea

 

6. OMBRETTA DE BIASE E MARINA SPADA
totali 10.000 € per l’organizzazione e lo sviluppo (sceneggiatura tecnica, documentazioni, traduzioni, ricerche storiche, incontri e interviste con studiose europee del settore, scelta delle locations, reperimento fondi…) di un progetto inedito che consiste nella realizzazione di un docudramma per la Televisione incentrato sulla storia delle Beghine e diviso in tre parti di 25 minuti ciascuna.

 

CHI SONO OMBRETTA DE BIASE E MARINA SPADA
OMBRETTA DE BIASE vive e lavora a Milano. E’ drammaturga e regista teatrale. Inizia la sua attività professionale nel 1970  con la messa in scena per il teatro Out-off della sua  pièce Lumini. Fra le opere di narrativa e saggistica: Un’ombra e lo scrittore di successo, Coco Martinez e il demone del teatro, La mia Argentina, Da Konstantin Stanislawskji a…Marlon Brando, indicazioni e suggerimenti per chi non si accontenta di fare l’attore ma vuole essere attore, editoria&spettacolo, 2° ed.. Fra i diversi premi: Città di Roma con Prova d’attrice, Città di Torino con Un’ombra e lo scrittore di successo, Rosso di San Secondo con Simone Weil, Città di Milano con La mia Argentina… Sue pièces sono state rappresentate in Italia e all’estero in teatri come il San Martin, teatro di Stato di Buenos Aires. Fra le opere rappresentate e replicate in Italia: Gilda,  Julius, Terzo Millennio, Giochi di Mas(s)a, Simone Weil, Ho amato Oblomov, Luna Rossa, Lola... Fra le regie: Mezzanotte non verrà rid. da 12h P.M. di Zelda Stein, Lo specchio rid. da: Lo specchio delle Anime semplici, di Margherita Porete (sec. XIII) La sirenetta rid. dal racconto omonimo di Marguerite Yourcenar …Ha ideato e diretto il Premio teatrale Fersen. Ha ideato e diretto le Rassegne teatrali Anima Mundi e Dopo Pirandello. E’ socia dal 2002  del circolo della Rosa presso la Libreria delle Donne di Milano.

MARINA SPADA, regista, ha iniziato l’attività professionale nel 1979 come assistente alla regia in Rai e con il film di Roberto Benigni e Massimo Troisi, Non ci resta che piangere. Negli anni ‘80 ha collaborato con le principali case di produzione pubblicitarie e diretto numerosi servizi televisivi e documentari. Dal 1993 alterna il lavoro di docente presso la Scuola di Cinema di Milano con l’attività di regista. Tra i suoi lavori principali i videoritratti di Arnaldo Pomodoro, Fernanda Pivano, Francesco Leonetti, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice, Mario De Biasi e il cortometraggio L’astice con cui ha vinto premi nazionali e internazionali. Dopo l’esordio avvenuto nel 2002 con Forza Cani, Come l’ombra è il suo secondo lungometraggio ed è stato presentato al Festival di Venezia 2006, nella sezione Autori.

IL PROGETTO DI MARINA E OMBRETTA

“Riteniamo necessaria la realizzazione del docudramma in quanto è l’unico mezzo in grado di offrire al grande pubblico la conoscenza di una storia antica, cancellata dalla memoria storica dei popoli europei e tuttavia ancora in grado di stimolare le più varie considerazioni e riflessioni oltre ad aprire interrogativi non banali.

Infatti sottolineiamo che l’interesse per questo evento non si esaurisce in una mera conoscenza storica in quanto, fatti i debiti distinguo, presenta il modello di una pratica di pensiero e di vita  sempre e comunque attuale e attuabile.

Il fulcro della narrazione drammatizzata è la eccezionale vicenda di Margherita Porete da Valenciennes, Francia, senza dubbio e per alcuni versi più straordinaria di quella di Giovanna D’Arco.

In sostanza, fra il XII e il XIV secolo, la società è pervasa da una profonda crisi spirituale dovuta al degrado morale e alla corruzione della Chiesa. Ciò determina la nascita di un gran numero di sette religiose e movimenti ereticali, ovvero estranei all’ortodossia cattolica, che auspicano un ritorno alla semplicità evangelica. Fra questi movimenti, si sviluppa anche un pensiero e un modo di essere femminile che,  per originalità, spessore e diffusione, non ha riscontri nella storia. Si tratta del movimento delle Beghine.

Nel 1300 questo movimento arriva ad avere decine di migliaia di adepte sparse nei beghinaggi di ogni città europea. Ciò che sorprende maggiormente è soprattutto il suo aspetto di massa, il suo rapido diffondersi spontaneo in un’Europa in cui le comunicazioni fra città e Paesi non erano certo agevoli e veloci.

Sarebbe semplicistico, oltre che riduttivo, liquidare il fenomeno come l’effetto di una reattività femminile ad una condizione di vita umiliante ed oppressiva in una società profondamente misogina. Prova ne sia il fatto che mai assunse il carattere di conflitto, più o meno aperto, contro il potere costituito, ossia contro la Chiesa dei tempi, ma piuttosto di autonomia da quello stesso potere e senza lasciarsi intimorire dalla terribili conseguenze. In effetti alcuni studiosi oggi si chiedono di quali misteriose qualità fossero dotate queste donne per agire, vivere e pensare come agirono, vissero e pensarono.

Il compendio simbolico del movimento delle Beghine è rappresentato dalla figura di Margherita Porete da Valenciennes  e dalla sua morte tragica sul rogo come eretica relapsa, ossia recidiva e non pentita, solo per aver scritto un libro: Lo specchio delle anime semplici. Questo testo è oggi considerato unanimemente dagli studiosi il capolavoro della letteratura spirituale di ogni tempo. Il suo terreno è quello di Platone, Hegel, Spinoza… mentre il livello di scrittura è quello delle opere di Dante e Shakespeare.

In seguito l’intera vicenda delle Beghine è cancellata dalla storia, come cancellate furono vite e opere di molte delle protagoniste. Com’è noto, la parola beghina o bizzoca, richiama tuttora connotazioni fortemente dispregiative mentre il pensiero femminile medievale si identifica nelle sante della tradizione religiosa che si ispira al francescanesimo e al De imitatione Christi (1320), come Caterina da Siena e Chiara d’Assisi, ovvero si riduce al convenzionale stereotipo iconografico e gestuale della martire-e-santa, penitente, auto-flagellante, genuflessa, con occhi lacrimanti rivolti perennemente al cielo e mani giunte.

Scopo del docudramma è quindi quello di rivedere questa storia nella sua verità, e nel suo contesto culturale, politico e sociale. In questo modo anche la vicenda eccezionale di Giovanna D’Arco, beghina o cresciuta in quell’ambiente, unica figura famosa appartenente a questa storia, ma mai collegata alla stessa, potrebbe divenire più comprensibile, anche  per la nostra cultura moderna.”

 

 

 

7. LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO www.libreriadelledonne.it
totali 4.000 € elargiti a fondo perduto per la realizzazione di un archivio consultabile di libri preziosi ed esauriti.

COSA E’ LA LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO
La Libreria delle donne “è nata nel 1975 in Via Dogana e dal 2001 si è trasferita  in Via Pietro Calvi, 29 con accanto il Circolo della Rosa, dove si tengono incontri e iniziative. E’ una cooperativa di circa 60 donne, la gestione è assicurata da turni settimanali volontari. La Libreria annovera circa 12.000 titoli e  più di 6.400 autrici. Nel 1975 è stato scelto di tenere solo libri di donne perché in quegli anni c’era poca attenzione alla scrittura femminile. Di recente sono presenti in libreria libri e riviste dove donne e uomini si confrontano a partire dalla propria esperienza.”

 

                         

                                                         (disegno di Pat Carra – www.patcarra.it)

 

COSA FA LA LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO

“La pratica della libreria è essenzialmente politica. Non una politica dell’istituzione o di partito né di schieramento: una politica che nasce dall’esperienza dello stare insieme in una impresa di donne, una politica di rapporti, di scambio, di riflessione che parte da ognuna di noi e da un fare concreto. La Libreria pubblica la rivista Via Dogana, in vendita anche per abbonamento, I quaderni di Via Dogana che distribuisce in proprio in alcune librerie “preferite” - ed effettua vendite per corrispondenza. Tutto ciò che succede in Libreria è contenuto nel sito internet, dando così la possibilità a donne lontane di confrontarsi e collaborare. La storia della Libreria è stata raccontata nel libro collettivo Non credere di avere dei diritti, edito da Rosenberg & Sellier nel 1987 e tradotto in tedesco, inglese e spagnolo.

 

Il progetto finanziato riguarda l'archivio – consultabile - di libri preziosi ed esauriti (alcune riviste storiche e tesi di laurea sulla politica delle donne, la bibliografia di Bibi Tomasi, intere collane di Editrici che hanno cessato l’attività: Edizioni delle Donne, Scritti di Rivolta femminile, Savelli, Mazzotta, Estro, Collana Il pensiero della differenza degli Editori Riuniti, La Rosa, La Tartaruga primi anni e altri)  che la Libreria delle donne ha accumulato dal 1975.”

 

8. FONDAZIONE ELVIRA BADARACCO, MILANO

www.fondazionebadaracco.it
totali 25.000 € a titolo di prestito rimborsabile in 5 anni senza interessi, per le spese di acquisto della nuova sede della Fondazione, acquistata con il contributo di un finanziamento straordinario del Ministero Beni Culturali.

COS’E’ LA FONDAZIONE ELVIRA BADARACCO:
“Creata dal Centro studi fondato da Elvira Badaracco e Pierrette Coppa nel 1979, voluta da Elvira, che ha lasciato per questo il suo patrimonio, e realizzata per l’impegno di Annarita Buttafuoco: allo stato attuale, l’unica Fondazione in Italia vincolata alla storia e alla cultura delle donne riconosciuta dal Ministero Beni Culturali, autonoma rispetto alle istituzioni e ai partiti. Negli anni abbiamo lavorato in rapporto alle associazioni di donne, alle Università e alle istituzioni culturali attive a Milano e sul territorio nazionale, conservando i rapporti nel tempo stabiliti in ambito europeo. I finanziamenti, vincolati a progetti, ci hanno consentito di valorizzare il patrimonio documentario via via acquisito, coinvolgendo nel nostro lavoro (con piccoli contratti) giovani donne interessate alla storia, passata e presente, delle donne.”

 COSA FA LA FONDAZIONE ELVIRA BADARACCO:

“Scopo della Fondazione è quello di promuovere lo studio della cultura e dell'esperienza politica e sociale delle donne, con specifica attenzione alla storia dell'associazionismo femminile e del femminismo.”

9) PROGETTO DELL’ASSOCIAZIONE TALENTS DE FEMMES
- totali 1.500 € a fondo perduto, a sostegno del progetto per la formazione di giovani scrittrici del Burkina Faso. 

 

COS’E’ E COSA FA L’ASSOCIAZIONE TALENTS DE FEMMES:

Alcune donne della Libreria delle Donne di Milano ci hanno coinvolte nel progetto. Ecco la loro lettera. (Ognuna e ognuno di voi può naturalmente contribuire, trovate qui in fondo le coordinate per fare il versamento postale.)

 

Sostegno al progetto dell'Associazione "Talents de Femmes" per la formazione di giovani scrittrici burkinabé.

 
Alcune di noi della Libreria delle Donne di Milano sono entrate in contatto con "Talents de femmes" attraverso Odile Sankara, che è nel gruppo fondatore di questa associazione.
Odile Sankara è un'artista burkinabé di teatro e di cinema. La sua specialità è la narrazione: raccoglie le storie del suo paese, il Burkina Faso, e le sceglie per raccontarle in francese - lingua ufficiale per via della colonizzazione - ma con lo stile tradizionale africano, accompagnandole con il canto e la danza. Lei e la sua associazione fanno teatro come presa di coscienza femminile e valorizzazione della donna artista. Sankara è un cognome famoso nel suo paese e in tutta l'Africa: suo fratello Thomas Sankara è stato l'amato presidente del Burkina dal 1983 al 1987, anno in cui è stato ucciso. A lui si deve il cambio del nome, da Alto Volta a "Paese degli uomini onesti", così all'incirca si possono tradurre le parole Burkina Faso. Proprio a quegli anni si deve il risveglio culturale che tuttora anima questo paese tra i più poveri dell'Africa. Nel ‘92 assieme alle sue compagne Marceline Compaoré e Léontine Ouédrago, Odile ha fondato l'associazione "Talents de femmes". Ha sede a Ouagadougou, capitale del Burkina, e attualmente raggruppa una ventina tra insegnanti, letterate, coreografe, attrici, formatori e assistenti culturali. Vogliono promuovere il talento femminile in ogni ambito delle arti e dello spettacolo e far emergere la parola femminile come apporto delle donne alla cultura del Burkina. L'associazione in questi anni ha realizzato spettacoli, promosso discussioni, organizzato festival.
Quando abbiamo conosciuto Odile era molto appassionata a un'idea appena nata e che aveva bisogno di sostegno anche finanziario: il "Progetto per sostenere la formazione letteraria delle ragazze delle scuole superiori", con l'obiettivo di interessare le ragazze alla scrittura e contribuire all'emergere di giovani scrittrici nel Burkina Faso. Proprio quest'ultimo progetto è quello che più ci ha parlato di una strada di libertà femminile cercata per sé e per le giovani attraverso il saper parlare di ciò che si vive, di ciò che si sa o si desidera, pur in mezzo a difficoltà e problemi di cui Odile è ben consapevole. Per questa ragione abbiamo cercato sostegno al suo progetto proponendolo per il premio Grazia Zerman, premio creato da un lascito di un’amica della Libreria delle Donne di Milano morta precocemente. Così nel 2004 si è potuta realizzare la prima edizione del concorso letterario “Voix de Femme-Grazia Zerman”, e vi hanno partecipato più di 200 ragazze burkinabé delle scuola medie superiori di diverse zone del Burkina Faso. Due dei racconti premiati, di Christine Sayoré e Lenglengue Saibata, sono  pubblicati in Diritti in gioco, a cura di Michela Bianchi, libro appena uscito rivolto alle scuole, edito da MC editrice  in collaborazione con la Fondazione Franceschi. E’ stata poi realizzata la seconda edizione: la premiazione si è tenuta nel dicembre 2006.
Si tratta di assicurare continuità a un progetto che, proprio per gli scopi che si prefigge, non può esaurirsi in edizioni sporadiche. Per questo occorrono finanziamenti capaci di garantire il suo estendersi e approfondirsi su più anni, in modo tale da accompagnare la formazione di giovani talenti letterari burkinabé.

 

Per Inviare il tuo contributo:

Conto Corrente Postale n. 58609603 intestato a Cosentino Vita e Rinaldi Maria

Causale: Per il Burkina

 

 

 

 

 

                                                                       Home Page
Chi siamo: Il Trust, Cosa facciamo, La squadra, La nostra visione, Riservatezza, Domande frequenti, Contattaci.
Assegnazioni: Tipi di finanziamento, Richieste di finanziamento, Progetti finanziati, Chi ci finanzia, Come finanziarci.
Darsi Forza:
Vite di donne eccellenti, Ci hanno aiutato, Collabora a questo sito.
Sostenerci:
Donazioni, Lasciti, Associarsi al Trust.
Eventi: Concorso di Cinema, Archivio progetti finanziati, La Chiocciola, Le Sciare.

Il Trustee

Links.