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ARCHIVIO PROGETTI FINANZIATI: - totali 3.460 € elargiti a fondo perduto per l'acquisto del materiale indispensabile alla proiezione di film e alla realizzazione di DVD.
COS’E’ L’ASSOCIAZIONE LUCREZIA MARINELLI “Lucrezia Marinelli e' nata a Sesto S. Giovanni (periferia nord di Milano) nel 1989 come realizzazione del desiderio di dieci donne di voler comprendere meglio l’agire del simbolico, in particolare quello femminile. La passione per il cinema da parte di Nilde Vinci, fondatrice della Associazione, ha condotto tutte le altre all’idea di analizzare le immagini filmiche prodotte dalle Registe. Volevamo scoprirvi come e quanto il nuovo di questi ultimi anni vi avesse inciso. Questo interesse ci ha permesso di proporre anche alle altre donne e agli uomini il nostro lavoro, che nel corso di questi anni si e' accresciuto incredibilmente.”
COSA FA L’ASSOCIAZIONE LUCREZIA MARINELLI “Facciamo politica, usando come strumento il cinema realizzato dalle registe. Abbiamo realizzato un Centro di Documentazione sul Cinema delle Registe con videoteca e archivio di schede biofilmografiche aggiornate costantemente. Organizziamo Rassegne cinematografiche a Sesto San Giovanni in collaborazione con il Comune sestese, e offriamo consulenza ai gruppi che organizzano queste manifestazioni. Facciamo interventi di consulenza cinematografica per sindacati, centri sociali, biblioteche. Stampiamo L’Occhio delle Donne - Repertorio Film in Videocassetta, continuamente aggiornato, che pubblicizza la nostra videoteca. Abbiamo pubblicato L’Occhio delle Donne - Dizionario Biofilmografico delle Registe di tutto il mondo dal 1896 ad oggi”.
2. ASSOCIAZIONE PER CONTRADE Contrada Zecca 284 Monopoli, Bari (Italia) - totali 15.000 € elargiti a fondo perduto per realizzare il riscaldamento nella Masseria Santanna.
COS’E’ L'ASSOCIAZIONE PER CONTRADE “E’ un’associazione di nove donne e si prefigge di promuovere e incentivare la cultura e la sensibilità sociale nel settore della valorizzazione dell’identità del territorio rurale pugliese e di tutte le risorse endogene ad esso appartenenti; sostenere e valorizzare la cultura delle donne in tutte le sue forme; diffondere e sviluppare il concetto di turismo responsabile e sostenibile; proporsi come luogo d’incontro e aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, rispettando e sostenendo le diversità.
COSA FA L’ASSOCIAZIONE PER CONTRADE L'associazione ha scelto la Masseria Santanna come luogo in cui svolgere le proprie attività associative. Sono in corso diverse collaborazioni con Associazioni e cooperative sociali che si occupano di tutela e salvaguardia del territorio rurale e delle tradizioni contadine pugliesi, e con l’Associazione Desiderandae, con cui esiste una collaborazione privilegiata. La Masseria Santanna è una struttura architettonica rurale protetta, risalente al 1857. Sorge tra le splendide colline della Valle d’Itria, circondata da uliveti e pascoli, a pochi chilometri dal bellissimo mare della costa pugliese. Ha una superficie di 500 mq divisa su due piani ed ha 7 stanze, 7 bagni, un’ampia cucina e due saloni; è circondata da un ettaro di giardini, viali e corti. In questa bellissima struttura l’Associazione Per Contrade offre sistemazioni in camere con bagno doppie o triple con pernottamento e prima colazione. E’ possibile portare, previo accordo, animali domestici. ( per informazioni e prenotazioni: tel. 3331470129 - e-mail:: masseriasantanna@libero.it )
3.
CIRCOLO
DELLE DONNE RICICIP
COS'E' IL CIRCOLO CULTURALE E POLITICO DELLE DONNE
Riaperto con una grande festa nel novembre 2004, il Ricicip ha più di cinquecento socie ed è tornato ad essere un punto di riferimento decisivo per migliaia di donne.
Oggi Il Circolo delle Donne Ricicip è una Associazione di donne diverse per età, esperienze e pratiche politiche, storie personali, posizione sociale, vita sentimentale. In comune non abbiamo alcuna formidabile sicurezza. Molte di noi sono convinte per esempio che l’emancipazione femminile - intesa come imitazione di valori e modelli maschili - arrechi alle donne danni e guasti più che sciogliere impedimenti ed inciampi. Molte sono convinte che il separatismo politico sia cruciale per dare forza a ciascuna e favorire la ricerca della libertà di tutte. E che la pratica delle relazioni produca esiti importanti, positivi e forse anche anche rivoluzionari. Alcune di noi non ne sono invece del tutto persuase e ritengono che attraverso l’azione ed il pensiero femminile, indipendentemente dalle pratiche, passi ogni innovazione. Manteniamo aperte queste ed altre contraddizioni, in una pratica di relazione che vogliamo rafforzare.”
4. CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE www.cadmi.org totali 50.000 € in due anni, elargiti a fondo perduto per finanziare il progetto Uscire dal Deserto.
COS’E’ L’ASSOCIAZIONE CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE Nata nel 1986 dall'esperienza politica dell'U.D.I. (Unione Donne Italiane) di Milano, l'associazione CADM, associazione di volontariato – onlus, ha scopi esclusivamente solidaristici. Le sue azioni sono finalizzate a riconoscere valore al genere femminile, affermare la libertà e l'inviolabilità del corpo femminile, valorizzare le diversità di culture e di etnie come risorsa fondamentale per uscire dalla violenza, salvaguardare i diritti messi in discussione dalla violenza, rispondere ai bisogni delle donne che hanno subito maltrattamenti e/o violenze in famiglia e nel sociale. "Ritrovare valore ed autostima nella relazione con un’altra donna che diventa punto di riferimento e sostegno per uscire dalla violenza: è questo il nostro modo di articolare la pratica della differenza sessuale nel lavoro di aiuto alle donne in disagio. In ogni momento di ascolto, definizione di progetti, ospitalità, la relazione è il fondamento per le decisioni e le scelte. La metodologia sviluppata e diffusa da CADM in tutta Italia e tramite progetti europei mette la donna che subisce violenza al centro della sua storia e delle decisioni per allontanarsi dalla violenza, elabora una forma di consulenza che è fatta di sostegno e valorizzazione ed utilizza molti strumenti. In relazione con moltissime volontarie che hanno vissuto la nascita e lo sviluppo del progetto della CADM, le donne maltrattate ci parlano e ci indicano i tempi più importanti della nostra ricerca: uscire dalla dipendenza, misurarsi con le responsabilità, con la propria storia e con quella degli uomini che fanno violenza, riconoscere i danni subiti e trasformare la sofferenza in esperienza. Ritrovare le reti familiari positive, sostenere e comprendere la sofferenza dei propri figli. La Casa delle Donne Maltrattate continua la propria strada alla ricerca di modi nuovi e veri per aiutare le donne e per attuare la pratica della relazione fra donne: motore e stimolo di ogni evento formativo, di ricerca, di divulgazione e promozione di nuove metodologie."
COSA FA L’ASSOCIAZIONE CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE La CADM "gestisce servizi di consulenza legale e psicologica, ospitalità ed accoglienza, orientamento al lavoro e sostegno pedagogico e psicomotorio alle donne che abbiano subito o subiscano violenze e maltrattamenti. Offre ospitalità nelle proprie strutture alle donne e ai loro figli quando necessario, garantendo riservatezza, anonimato e segretezza alle donne che si rivolgono all'Associazione. Uscire dal deserto è un progetto pilota, unico nel suo genere in Italia, dedicato a giovani donne con problemi di abuso sessuale all'interno della famiglia. "Uscire dal deserto" perché queste donne vivono i loro problemi in una sorta di terra di nessuno, fuori dalla tutela del Tribunale per i minori e prive di riferimenti alternativi."
5. CID, ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE CENTROIDEADONNA - totali 8.000 € per realizzare il progetto DONNE DI VENEZIA – Guida ai luoghi della vita e delle opere.
COS’E’ L’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE CENTROIDEADONNA DI VENEZIA L’associazione CiD CentroIdeaDonna è un’associazione culturale senza fini di lucro, attiva dal 1979, strutturata in gruppi di lavoro.
COSA FA L’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE CENTROIDEADONNA DI VENEZIA:
L’associazione
CiD
organizza corsi, seminari, mostre articolati secondo i seguenti gruppi di lavoro: • Cooperazione allo Sviluppo sostenibile, con le donne in zone di guerra – Progetto Aurora Diembering Casamance – Senegal • Diritti delle donne - Coordinamento donne immigrate • Azioni di pace - Coordinamento Facciamo la pace • Bioarchitettura e habitat ecocompatibile - Archidea
6. OMBRETTA DE BIASE E MARINA SPADA
CHI SONO OMBRETTA DE BIASE E MARINA SPADA MARINA SPADA, regista, ha iniziato l’attività professionale nel 1979 come assistente alla regia in Rai e con il film di Roberto Benigni e Massimo Troisi, Non ci resta che piangere. Negli anni ‘80 ha collaborato con le principali case di produzione pubblicitarie e diretto numerosi servizi televisivi e documentari. Dal 1993 alterna il lavoro di docente presso la Scuola di Cinema di Milano con l’attività di regista. Tra i suoi lavori principali i videoritratti di Arnaldo Pomodoro, Fernanda Pivano, Francesco Leonetti, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice, Mario De Biasi e il cortometraggio L’astice con cui ha vinto premi nazionali e internazionali. Dopo l’esordio avvenuto nel 2002 con Forza Cani, Come l’ombra è il suo secondo lungometraggio ed è stato presentato al Festival di Venezia 2006, nella sezione Autori. IL PROGETTO DI MARINA E OMBRETTA “Riteniamo necessaria la realizzazione del docudramma in quanto è l’unico mezzo in grado di offrire al grande pubblico la conoscenza di una storia antica, cancellata dalla memoria storica dei popoli europei e tuttavia ancora in grado di stimolare le più varie considerazioni e riflessioni oltre ad aprire interrogativi non banali. Infatti sottolineiamo che l’interesse per questo evento non si esaurisce in una mera conoscenza storica in quanto, fatti i debiti distinguo, presenta il modello di una pratica di pensiero e di vita sempre e comunque attuale e attuabile. Il fulcro della narrazione drammatizzata è la eccezionale vicenda di Margherita Porete da Valenciennes, Francia, senza dubbio e per alcuni versi più straordinaria di quella di Giovanna D’Arco. In sostanza, fra il XII e il XIV secolo, la società è pervasa da una profonda crisi spirituale dovuta al degrado morale e alla corruzione della Chiesa. Ciò determina la nascita di un gran numero di sette religiose e movimenti ereticali, ovvero estranei all’ortodossia cattolica, che auspicano un ritorno alla semplicità evangelica. Fra questi movimenti, si sviluppa anche un pensiero e un modo di essere femminile che, per originalità, spessore e diffusione, non ha riscontri nella storia. Si tratta del movimento delle Beghine. Nel 1300 questo movimento arriva ad avere decine di migliaia di adepte sparse nei beghinaggi di ogni città europea. Ciò che sorprende maggiormente è soprattutto il suo aspetto di massa, il suo rapido diffondersi spontaneo in un’Europa in cui le comunicazioni fra città e Paesi non erano certo agevoli e veloci. Sarebbe semplicistico, oltre che riduttivo, liquidare il fenomeno come l’effetto di una reattività femminile ad una condizione di vita umiliante ed oppressiva in una società profondamente misogina. Prova ne sia il fatto che mai assunse il carattere di conflitto, più o meno aperto, contro il potere costituito, ossia contro la Chiesa dei tempi, ma piuttosto di autonomia da quello stesso potere e senza lasciarsi intimorire dalla terribili conseguenze. In effetti alcuni studiosi oggi si chiedono di quali misteriose qualità fossero dotate queste donne per agire, vivere e pensare come agirono, vissero e pensarono. Il compendio simbolico del movimento delle Beghine è rappresentato dalla figura di Margherita Porete da Valenciennes e dalla sua morte tragica sul rogo come eretica relapsa, ossia recidiva e non pentita, solo per aver scritto un libro: Lo specchio delle anime semplici. Questo testo è oggi considerato unanimemente dagli studiosi il capolavoro della letteratura spirituale di ogni tempo. Il suo terreno è quello di Platone, Hegel, Spinoza… mentre il livello di scrittura è quello delle opere di Dante e Shakespeare. In seguito l’intera vicenda delle Beghine è cancellata dalla storia, come cancellate furono vite e opere di molte delle protagoniste. Com’è noto, la parola beghina o bizzoca, richiama tuttora connotazioni fortemente dispregiative mentre il pensiero femminile medievale si identifica nelle sante della tradizione religiosa che si ispira al francescanesimo e al De imitatione Christi (1320), come Caterina da Siena e Chiara d’Assisi, ovvero si riduce al convenzionale stereotipo iconografico e gestuale della martire-e-santa, penitente, auto-flagellante, genuflessa, con occhi lacrimanti rivolti perennemente al cielo e mani giunte. Scopo del docudramma è quindi quello di rivedere questa storia nella sua verità, e nel suo contesto culturale, politico e sociale. In questo modo anche la vicenda eccezionale di Giovanna D’Arco, beghina o cresciuta in quell’ambiente, unica figura famosa appartenente a questa storia, ma mai collegata alla stessa, potrebbe divenire più comprensibile, anche per la nostra cultura moderna.”
7. LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO
www.libreriadelledonne.it
COSA E’ LA LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO
(disegno di Pat Carra – www.patcarra.it)
COSA FA LA LIBRERIA DELLE DONNE DI MILANO “La pratica della libreria è essenzialmente politica. Non una politica dell’istituzione o di partito né di schieramento: una politica che nasce dall’esperienza dello stare insieme in una impresa di donne, una politica di rapporti, di scambio, di riflessione che parte da ognuna di noi e da un fare concreto. La Libreria pubblica la rivista Via Dogana, in vendita anche per abbonamento, I quaderni di Via Dogana che distribuisce in proprio in alcune librerie “preferite” - ed effettua vendite per corrispondenza. Tutto ciò che succede in Libreria è contenuto nel sito internet, dando così la possibilità a donne lontane di confrontarsi e collaborare. La storia della Libreria è stata raccontata nel libro collettivo Non credere di avere dei diritti, edito da Rosenberg & Sellier nel 1987 e tradotto in tedesco, inglese e spagnolo.
Il progetto finanziato riguarda l'archivio – consultabile - di libri preziosi ed esauriti (alcune riviste storiche e tesi di laurea sulla politica delle donne, la bibliografia di Bibi Tomasi, intere collane di Editrici che hanno cessato l’attività: Edizioni delle Donne, Scritti di Rivolta femminile, Savelli, Mazzotta, Estro, Collana Il pensiero della differenza degli Editori Riuniti, La Rosa, La Tartaruga primi anni e altri) che la Libreria delle donne ha accumulato dal 1975.”
8. FONDAZIONE ELVIRA BADARACCO, MILANO
www.fondazionebadaracco.it
COS’E’ LA FONDAZIONE ELVIRA BADARACCO: COSA FA LA FONDAZIONE ELVIRA BADARACCO: “Scopo della Fondazione è quello di promuovere lo studio della cultura e dell'esperienza politica e sociale delle donne, con specifica attenzione alla storia dell'associazionismo femminile e del femminismo.”
9) PROGETTO
DELL’ASSOCIAZIONE TALENTS DE FEMMES
COS’E’ E COSA FA L’ASSOCIAZIONE TALENTS DE FEMMES: Alcune donne della Libreria delle Donne di Milano ci hanno coinvolte nel progetto. Ecco la loro lettera. (Ognuna e ognuno di voi può naturalmente contribuire, trovate qui in fondo le coordinate per fare il versamento postale.)
Sostegno al progetto dell'Associazione "Talents de Femmes" per la formazione di giovani scrittrici burkinabé.
Per Inviare il tuo contributo: Conto Corrente Postale n. 58609603 intestato a Cosentino Vita e Rinaldi Maria Causale: Per il Burkina
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